Sony si prepara a lanciare nel 2026 una nuova tecnologia televisiva che mira a ridefinire i limiti dei display LED-LCD. Dopo anni di sviluppo, l’azienda ha presentato la sua tecnologia di retroilluminazione “True RGB”, una mossa progettata per offrire volume, luminosità e purezza del colore senza precedenti.

Mentre l’industria fa affidamento da tempo su un metodo standardizzato per l’illuminazione degli schermi, Sony sta tornando alle origini per cercare di colmare il divario tra gli LCD tradizionali e lo standard di riferimento della qualità delle immagini: OLED.

Comprendere il passaggio: dal blu al RGB completo

Per capire perché questo è importante, bisogna prima capire come funziona effettivamente una TV LED standard.

La maggior parte dei moderni televisori “LED” (che tecnicamente sono display LCD) non utilizzano uno spettro completo di luce proveniente dal retro. Utilizzano invece LED blu come base. Per creare altri colori, si affidano ai fosfori o ai punti quantici per convertire la luce blu in rossa e verde. Sebbene efficace, questo metodo presenta limitazioni intrinseche nella vivacità con cui può riprodurre determinate tonalità.

L’approccio “True RGB” di Sony cambia l’architettura fondamentale:
Alla vecchia maniera: Una retroilluminazione di LED blu + strati di conversione del colore.
The Sony Way: LED rossi, verdi e blu controllati individualmente che funzionano in tandem.

Utilizzando LED RGB discreti, Sony mira a fornire un controllo molto più preciso sulla luce inviata allo schermo, risultando potenzialmente in un “volume colore” che in precedenza era impossibile per i set basati su LCD.

La battaglia per il “volume del colore”

Nel mondo della tecnologia dei display, il volume del colore è un parametro fondamentale. Si riferisce alla capacità di un televisore di mantenere colori accurati e altamente saturi anche a livelli di luminosità molto elevati.

Molti televisori attuali devono affrontare un compromesso: possono essere incredibilmente luminosi, ma all’aumentare della luminosità, i colori spesso appaiono “sbiaditi” o pallidi (ad esempio, una maglietta rosso brillante potrebbe apparire rosata). L’obiettivo di Sony è quello di rompere questo compromesso, fornendo un’enorme luminosità, potenzialmente fino a 4.000 nit, senza sacrificare la ricchezza del colore.

Gli ostacoli tecnici: Blooming e Crosstalk

Nonostante la promessa, questa tecnologia deve affrontare due sfide ingegneristiche significative che potrebbero avere un impatto sulla visione nel mondo reale:

  1. Blooming: poiché uno schermo LCD utilizza una retroilluminazione anziché pixel autoemissivi (come OLED), non può disattivare i singoli pixel. Ciò spesso si traduce in una “fioritura”, un alone visibile di luce attorno a oggetti luminosi su uno sfondo scuro.
  2. Color Crosstalk: questo è un rischio specifico per la retroilluminazione RGB. Poiché la retroilluminazione gestisce il colore a livello di “zona” anziché a livello di “pixel”, i colori possono potenzialmente “sversarsi” nelle aree scure adiacenti. Se non gestito da un’elaborazione sofisticata, un oggetto verde brillante potrebbe causare una tinta verde in un’area nera vicina dello schermo.

Il panorama competitivo

Sony non è sola in questa ricerca. La corsa per perfezionare la tecnologia mini-LED RGB coinvolge i principali attori del settore come Samsung, LG, Hisense e TCL.

Questa concorrenza suggerisce una tendenza del settore più ampia: man mano che il divario prestazionale tra LCD e OLED si riduce, i produttori stanno innovando in modo aggressivo la retroilluminazione per eliminare ogni possibile calo di prestazioni dall’hardware basato su LED. Ciò funge da ponte vitale per l’industria in attesa che tecnologie più avanzate ed economiche come i micro-LED diventino mainstream.

Il punto è: La tecnologia True RGB di Sony rappresenta un tentativo sofisticato di unire l’estrema luminosità del Mini-LED con la profondità di colore tipicamente riservata agli OLED. Se Sony riuscisse a padroneggiare la precisione necessaria per prevenire l’effetto sbiadimento del colore, potrebbe stabilire un nuovo punto di riferimento per i display di fascia alta; tuttavia, il costo elevato di un’ingegneria così avanzata renderà probabilmente questi set un lusso premium.