Secondo quanto riferito, OpenAI sta spostando la sua attenzione dal solo software ai dispositivi fisici che lo alimentano. Secondo i rapporti del settore, l’azienda sta sviluppando uno smartphone incentrato sugli agenti AI, una mossa che potrebbe ridefinire radicalmente il modo in cui gli utenti interagiscono con la tecnologia mobile.

La visione: da “incentrato sulle app” a “incentrato sull’agente”

Negli ultimi dieci anni, l’esperienza dello smartphone è stata definita da una “pila di app”, singoli programmi che gli utenti devono aprire e navigare manualmente per completare le attività. OpenAI mira a sconvolgere questo modello.

Invece di navigare attraverso varie interfacce, gli utenti interagirebbero con agenti AI in grado di eseguire attività complesse su diversi servizi in modo autonomo. Come ha osservato l’analista di settore Ming-Chi Kuo, gli utenti in realtà non desiderano utilizzare le app; vogliono soddisfare i bisogni. Ponendo gli agenti AI al centro del dispositivo, OpenAI cerca di rendere il tradizionale ecosistema di app secondario rispetto a un’unica interfaccia intelligente.

Partenariati strategici e fondazioni tecniche

Per dare vita a questa visione, OpenAI sta collaborando con i pesi massimi dell’industria manifatturiera e dei semiconduttori:

  • Progettazione chip: si prevede che OpenAI collaborerà con MediaTek e Qualcomm per progettare chip per smartphone personalizzati. Si tratta di una mossa strategica, poiché queste due società forniscono i processori per quasi tutti i dispositivi Android premium.
  • Produzione: Si dice che Luxshare sia il partner per la co-progettazione e la produzione.
  • Cronologia: si prevede che le specifiche e gli accordi con i fornitori saranno finalizzati entro la fine del 2025 o l’inizio del 2027, con la produzione su vasta scala prevista per il 2028.

Questa spinta hardware fa parte di una tabella di marcia più ampia e ambiziosa. OpenAI è stato precedentemente collegato ad auricolari basati sull’intelligenza artificiale e ha collaborato con l’ex designer Apple Jony Ive. I rapporti suggeriscono che la società potrebbe potenzialmente lanciare fino a cinque diversi dispositivi hardware entro la fine del 2028.

Uno spostamento del focus strategico

Questa espansione hardware coincide con un notevole cambiamento nelle priorità software di OpenAI. Sembra che l’azienda si stia allontanando dalle “missioni secondarie” sperimentali, come il generatore di video Sora, per concentrarsi su strumenti ad alta utilità e orientati alla produttività.

Ci sono indicazioni che OpenAI stia lavorando verso un concetto di “super app”, potenzialmente incentrato sul suo strumento di codifica Codex, progettato per consolidare varie funzioni in un’unica esperienza semplificata.

Perché è importante

Se OpenAI avrà successo, non si limiterà a lanciare un nuovo gadget; tenterà di rompere il “monopolio delle app” detenuto dai sistemi operativi mobili come iOS e Android. Controllando sia l’hardware che l’agente intelligente che lo gestisce, OpenAI potrebbe aggirare i tradizionali guardiani dell’economia mobile, passando da fornitore di servizi a proprietario completo dell’ecosistema.

In conclusione: OpenAI si sta muovendo verso un futuro in cui lo smartphone non è più un insieme di strumenti, ma un’unica entità intelligente che gestisce le attività per conto dell’utente.