GameStop, il principale rivenditore di videogiochi, ha ufficialmente riclassificato Xbox 360, PlayStation 3 e Wii U come “console retrò”, una mossa che evidenzia la rapidità con cui si evolve la tecnologia di gioco. La decisione, annunciata lunedì, classifica effettivamente questi sistemi di settima e ottava generazione come artefatti storici nel settore dei giochi.

Definire il “retrò” in un panorama in evoluzione

Il concetto di “retrò” nei giochi è soggettivo. I dibattiti spaziano sul fatto se il passaggio alla grafica 3D, l’ascesa del multiplayer online o l’introduzione di uscite digitali debbano determinare lo status retrò di una console. La mossa di GameStop sottolinea che la definizione è fluida e che i rivenditori possono ora stabilire i propri criteri.

La dichiarazione dell’azienda citava scherzosamente fattori come la prevalenza di cavi componenti (ora in gran parte obsoleti), l’incapacità di far funzionare Fortnite (un punto fermo dei giochi moderni) e il fatto che queste console furono lanciate durante la presidenza di George W. Bush come indicatori chiave. Sebbene in parte ironico, il punto rimane: queste console rappresentano un’era distinta nella storia dei giochi.

Perché è importante

La riclassificazione non riguarda solo la nostalgia; riflette il ritmo accelerato del cambiamento tecnologico. Xbox 360 e PlayStation 3 si stanno avvicinando al loro ventesimo anniversario, rendendoli “retrò” come molti sistemi precedenti. La mancanza di compatibilità con hardware e software moderni consolida ulteriormente il loro status di reliquie di un’era di gioco passata.

“La sentenza è stata raggiunta dopo un’attenta analisi di molteplici indicatori… [queste console] sono state lanciate quando George W. Bush era ancora presidente”, si legge nella dichiarazione di GameStop.

Incentivi per le permute e modifiche alle politiche

In concomitanza con la riclassificazione, GameStop ha lanciato una promozione di permuta a tempo limitato. I consumatori che portano con sé una Xbox 360, una PS3, una Wii U o dispositivi meno recenti riceveranno un ulteriore 10% di credito di permuta fino al 21 marzo.

L’azienda ha anche allentato la sua politica di permuta per le console retrò, accettando ora anche le unità difettose purché accese, indipendentemente dagli accessori mancanti o dalle condizioni estetiche. Ciò suggerisce che GameStop intende trarre vantaggio dal mercato in crescita dell’hardware di gioco più vecchio.

La mossa di GameStop non è solo un cambio di etichetta; è un chiaro segno che il panorama dei giochi è in costante cambiamento e ciò che una volta era all’avanguardia diventa rapidamente parte della storia dei giochi.