Il panorama della sicurezza informatica è in rapida evoluzione, spinto dall’escalation dei conflitti geopolitici e dall’integrazione dell’intelligenza artificiale nelle strategie sia offensive che difensive. Eventi recenti, come gli attacchi informatici contro le infrastrutture europee nel 2025 – tra cui interruzioni dei viaggi aerei, presunte interferenze elettorali e persino episodi di spoofing GPS contro funzionari di alto profilo – sottolineano la crescente gravità di queste minacce.
Il punto critico geopolitico: l’espansione delle operazioni informatiche
La sicurezza informatica non è più una questione tecnica; è una componente fondamentale delle lotte di potere internazionali. I rapporti di Forrester e Google Cloud prevedono una significativa espansione delle operazioni informatiche sponsorizzate dagli stati nel 2026, con attori provenienti da Russia, Cina, Iran e Corea del Nord in testa.
La Cina probabilmente continuerà le campagne informatiche progettate per rafforzare la sua influenza economica e politica, prendendo di mira in particolare l’industria dei semiconduttori, dove la concorrenza con Taiwan e le restrizioni alle esportazioni degli Stati Uniti si stanno intensificando. Si prevede che la Russia amplierà i suoi attacchi informatici oltre l’Ucraina, concentrandosi su obiettivi strategici a lungo termine come campagne di disinformazione contro le nazioni occidentali, compresa l’interferenza nelle prossime elezioni, una tattica già osservata in Polonia, Germania e Moldavia. L’Iran probabilmente amplificherà la sua attività informatica in Medio Oriente attraverso siti web di notizie ingannevoli allineati con i suoi interessi.
Per contrastare queste minacce, l’Unione Europea prevede di creare un database completo delle vulnerabilità sfruttate note, con l’obiettivo di migliorare la condivisione e il coordinamento dell’intelligence a livello transfrontaliero.
L’intelligenza artificiale trasforma il campo di battaglia informatico
L’intelligenza artificiale è pronta ad alterare radicalmente sia gli attacchi informatici che le difese. Google e Fortinet evidenziano l’emergere di agenti IA capaci di azioni autonome, consentendo agli aggressori di ampliare le operazioni senza l’intervento umano diretto. Ciò include lo sfruttamento dell’intelligenza artificiale per nuovi metodi di attacco come la prompt injection (manipolazione dei sistemi di intelligenza artificiale per aggirare i protocolli di sicurezza) e il vishing (utilizzo di voci clonate dall’intelligenza artificiale per impersonare individui per scopi fraudolenti).
Tuttavia, l’intelligenza artificiale è anche uno strumento difensivo. Le aziende possono sfruttare l’intelligenza artificiale per analizzare attacchi, decodificare codici dannosi e identificare tattiche emergenti in modo più rapido ed efficiente. Ciò crea una corsa agli armamenti dinamica in cui entrambe le parti faranno sempre più affidamento sull’intelligenza artificiale per ottenere un vantaggio.
Il campo di battaglia in espansione: guerra informatica basata sullo spazio
Il dominio informatico non è più limitato all’infrastruttura digitale; si estende ai sistemi fisici, compresi i satelliti. I sistemi di posizionamento globale (GPS) sono stati fortemente presi di mira nel 2025 e Fortinet prevede che questa tendenza si intensificherà nel 2026.
Gli attacchi ai satelliti possono assumere due forme principali: jamming (interruzione di segnali) e spoofing (trasmissione di segnali falsi). Lo spoofing può avere conseguenze catastrofiche, tra cui l’errato indirizzamento delle munizioni, il reindirizzamento dei droni o persino l’ingresso di aerei nello spazio aereo non autorizzato.
Per mitigare questi rischi, Fortinet consiglia di rafforzare i livelli di crittografia sui sistemi satellitari. Man mano che la guerra informatica diventa una pratica standard, la protezione delle infrastrutture spaziali sarà fondamentale per mantenere la stabilità globale.
Conclusione: La sicurezza informatica nel 2026 sarà definita dall’escalation delle tensioni geopolitiche e dalla pervasiva integrazione dell’intelligenza artificiale. Le nazioni e le organizzazioni devono adattarsi rapidamente a questo panorama di minacce in evoluzione, dando priorità alla condivisione dell’intelligence, investendo in difese robuste e preparandosi per un futuro in cui la guerra informatica è una realtà costante.
